A search for Australian identity

Giovanni (Johnny) Rebuli has written this blog.  Johnny is the son of Teodoro Rebuli and Amabile Dal Toè. Teodoro was a nephew of Brunone Rebuli who had arrived in Adelaide in 1927 and established a market garden with his wife, Nana Rossetto, on Frogmore Road. I interviewed Johnny when I was in Italy in 2018. You can listen to his interview or read the transcript if you click here 

At the age of 19 back in November 1967 I boarded the “Guglielmo  Marconi” from Outer Harbour-Adelaide. Mine was to become a search for an identity and a belonging.

Immigration paper- Amabile & Johnny Rebuli. Date of arrival, 22 April 1950

Destination was Valdobbiadene – Bigolino/Italy where I was  born  in 1948 and from where  my father and mother  emigrated after the 2nd WW. My parents emigrated to Australia in 1949/1950  simply because they dreamt of creating a future for themselves which was not possible in Italy at that time.

Never having felt part of or having had a sense of belonging as I grew up in the ‘Lucky Country’, I had a desperate need of finding my roots.

Doro’s naturalisation ceremony, Johnny & Amabile, Adelaide, 1954

Setting out alone for Italy but with a sense of freedom and of great expectations in a relatively short time  I came to terms with myself and with the void of my own childhood lived in Australia. Returning to Italy I was embossed by its social life, I was immediately welcomed with open arms by everyone and I could speak the “Veneto” dialect I had grown up with in Adelaide. This instantly gave me a sense of “belonging” and  in turn allowed me to open the light and understand, appreciate and feel an integral part of my childhood and “growing up” years in Adelaide. I had  entirely missed that in my childhood because I grew up as a child with  a limited social life, limited to schooling, to  college rules, to insufficient understanding of Australian culture which was not taught in my school years.

I had come to terms with myself and my search for a belonging that as far as Australia is concerned I associate with the land that Australia is, vast, empty, rugged, dry. The feeling of being embraced by the sun, the colors, the wind, the earth and the scrub, the gigantic eucalyptus trees in all their varieties, and then overlooking the might of the Southern Ocean as its waves caress  and break onto  the smooth, the rugged coastline. Being finally in harmony with the land that Australia is means finding a deep belonging in the Dream Time.

Amabile & Doro Rebuli, Angelo Caon, daughter Cosetta & Ginevra, Eti & Ricchetto Rebuli. Children in front: Johnny, & cousins, Rosanna & Bruno Rebuli, Adelaide 1954

I believe that  having now lived in Italy for over 50 years has enabled me to understand and feel part of this country. Returning roughly every three years to Australia  has helped me understand, and feel part of, Australia.

Johnny Rebuli

Una ricerca di identità Australiana

Giovanni (Johnny) Rebuli ha scritto questo blog. Johnny è il figlio di Teodoro Rebuli e Amabile Dal Toè. Teodoro era un nipote di Brunone Rebuli che era arrivato ad Adelaide nel 1927 e aveva creato un orto per la produzione di verdure e legumi – “market garden” –  con sua moglie, Nana Rossetto, in Frogmore Road. Ho intervistato Johnny quando ero in Italia nel 2018. Potete ascoltare la sua intervista o leggere la trascrizione cliccando

All’età di 19 anni, nel novembre del 1967, mi imbarcai a bordo della nave ‘Guglielmo Marconi’ da Outer Harbour-Adelaide. Il mio doveva diventare una ricerca di identità e di appartenenza.

Documento di immigrazione per Amabile e Giovanni Rebuli – data di arrivo, 22 aprile 1950

La destinazione era Valdobbiadene-Bigolino / Italia, dove sono nato nel 1948 e da dove mio padre e mia madre sono emigrati dopo la seconda guerra mondiale. I miei genitori sono emigrati in Australia nel 1949/1950 semplicemente perché sognavano di creare un futuro che in quei anni non era possibile in Italia.

Non mi ero mai sentito parte di o avuto un senso di appartenenza crescendo nel “LUCKY COUNTRY”, e avevo un grande bisogno di trovare le mie radici.

Ceremonia di naturalizzazione per Doro Rebuli, Amabile e Johnny, Adelaide 1954

Partendo da solo per l’Italia ma con un senso di libertà e di grandi aspettative in un tempo relativamente breve sono venuto a patti con me stesso e con il vuoto della mia infanzia vissuta in Australia. Tornando in Italia sono stato catturato dalla vita sociale, sono stato immediatamente accolto a braccia aperte da tutti e ho potuto parlare il dialetto “Veneto” con il quale ero cresciuto ad Adelaide e questo mi ha dato immediatamente un senso di “appartenenza” e a sua volta mi ha permesso di aprire la luce e capire, apprezzare e sentirmi parte integrante della mia infanzia crescendo in Adelaide. Questo mi era completamente mancato nella mia infanzia perché sono cresciuto da bambino con una vita sociale limitata, limitata alla scuola, alle regole del collegio, ad una insufficiente comprensione della cultura australiana che non è stata insegnata nei miei anni scolastici.

Ero venuto a patti con me stesso e con la mia ricerca di un’appartenenza che, per quanto riguarda l’Australia, associo alla terra che l’Australia è, vasta, vuota, dura, aspra e arida. La sensazione di essere abbracciati dal sole, dai colori, dal vento, dalla boscaglia e dall’entroterra, dai giganteschi alberi di eucalipto in tutte le loro varietà, per poi osservare la potenza dell’Oceano Australe mentre le sue onde si agitano e s’infrangono sulla costa dolce e frastagliata. Essere finalmente in armonia con la terra che l’Australia è significa trovare una profonda appartenenza con il “Dream Time”.

Amabile & Doro Rebuli, Angelo Caon, figlia Cosetta & Ginevra Caon, Eti & Ricchetto Rebuli. Bambini in fronte: Johnny, & cugini, Rosanna & Bruno Rebuli, Adelaide 1954

Credo che aver vissuto in Italia per oltre 50 anni mi abbia permesso di capire e sentirmi parte di questo paese e ritornando all’incirca ogni tre anni in Australia mi ha aiutato a capire e ad essere parte dell’Australia.

Johnny Rebuli

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